Ebbene sì, cari amici!
Solforio tiene il suo corso sulla teoria di Elliott, Matador sui grafici,...e io?
E che, devo dire sempre sciocchezze?
Allora, visto che non so scrivere niente di tecnico, posso però fare in modo che chi lo
fa, lo faccia in modo corretto.
Ho pensato perciò di tenere um mini-corso di grammatica italiana.
A chi si sta chiedendo chi cavolo credo di essere, rispondo che sono un'insegnante
d'italiano, e, in quanto tale, non posso assistere impotente allo scempio che talora si fa
della nostra lingua.
Premesso che talvolta anch'io faccio degli errori (spero di distrazione o di battitura) e
premesso che so perfettamente che vi sono determinate cose che si fanno solo alle scuole
elementari e quindi poi si dimenticano facilmente, voglio aiutarvi appunto a ricordarle
queste cose.
Uno degli errori più ricorrenti, anche da parte di chi scrive bene, è l'uso
inappropriato dell'apostrofo, soprattutto per l'articolo indeterminativo "un".
Allora diciamo subito che il suddetto articolo, dinanzi a parole maschili che iniziano per
vocale, non si apostrofa MAI.Per cui scriveremo: un altro - un amico - un insegnante (se
maschio).
Invece, dinanzi a parole femminili che iniziano per vocale, metteremo l'apostrofo:
un'altra - un'amica - un'insegnante (se femmina).
La spiegazione tecnica a quanto detto sopra è la seguente: l'apostrofo vuol dire
"elisione", cioè taglio di qualcosa.
Ora, gli articoli indeterminativi sono: un - uno - una.
Escludendo "uno" che si usa dinanzi a parole che iniziano per "s"
impura (seguita da consonante), "z","x", gruppo "ps" e
"gn", diciamo che
usiamo -un- (senza apostrofo), già bello e pronto, dinanzi a parole maschili che iniziano
per vocale, e -un'- (con l'apostrofo) perché, per il femminile, abbiamo solo -una-, a cui
operiamo l'elisione della "a" dinanzi a parole femminili che iniziano per
vocale, e questo per avere una certa fluidità nella pronuncia.
Così pure il pronome interrogativo "quale", anche se può sembrare strano, non
vuole l'apostrofo.
Nella classica domanda scriveremo quindi: Qual è?
In tal caso, infatti, -qual- è considerata parola tronca e non elisa.
Lo possiamo dedurre dal fatto che possiamo usarla così anche davanti a parole che
iniziano per consonante: Qual meraviglia! Qual bella giornata!
Bene, ragazzi, per oggi possiamo fermarci qui.
Alla prossima, se questa è stata gradita.
Se no, pazienza! Ma fatemelo sapere.
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